domenica 5 marzo 2017

Europei indoor Belgrado 17: Tutti i risultati della seconda giornata

La seconda giornata dei Campionati Europei Indoor di atletica leggera andata in scena a Belgrado ieri,  ha regalato molto spettacolo ma meno soddisfazioni per gli azzurri. Cominciamo dalla gara più veloce, i 60 metri maschili, dove il favorito Richard Kilty, campione mondiale 2014 ed europeo in carica, rispetta il pronostico e va a vincere in 6.54 davanti al serbo Jan Volko (6.58) e allo svedese Austin Hamilton (6.63). Male Michael Tumi: brillante al primo turno, l’italiano esce amaramente nelle semifinali con un altissimo 6.72 nella sua batteria.

Oro Repubblica Ceca nei 400 metri maschili grazie a Pavel Maslak, che in 45”77 fa suo il terzo oro continentale indoor battendo il polacco Rafal Omelko (46”06) e l’olandese Limarvin Bonevacia (46”26). Tra le donne, invece, è la Francia a festeggiare grazie alla prestazione di Floria Guei, che realizza il primato personale in 51”90 e si tiene dietro la ceca Zuzana Hejnova e la polacca Justyna Swiety, bronzo. Nei 1500 metri vince il favorito polacco Marcin Lewandowski, imponendosi in 3:44.83 sullo svedese Kalle Berglund (3:45.56) e sul ceco Filip Sasinek (3:45.89). Ottavo l’azzurro Yassin Bouih (3:47.95). Nella stessa gara, ma al femminile, realizza la doppietta la britannica Laura Muir, che dopo aver portato a casa l’oro dei 3000 vince anche nella mezza distanza in 4:02.39, nuovo record dei campionati.

La Polonia si aggiudica un secondo oro dal getto del peso grazie al ventenne Konrad Bukowiecki, che fa volare l’attrezzo fino ai 21.97 metri, beffando il ceco Tomas Stanek (21.43) e soprattutto il tedesco David Storl, grande favorito della gara, ma arrivato solo al bronzo con il lancio a 21.30. Non riesce ad agguantare l’ennesimo oro Ruuth Beitia: la spagnola, campionessa olimpica, deve accontentarsi dell’argento nella gara del salto in alto vinta dalla lituana Airine Palsyte con la misura di 2.01. Terza l’ucraina Yuliya Levchenko. Nel salto con l’asta femminile vince la medaglia d’oro la campionessa olimpica Ekaterini Stefanidi (4.85 saltato al primo tentativo); argento per la tedesca Lisa Ryzih (4.75), bronzo per la svedese Angelica Bengtsson e per l’ucraina Maryna Kylypko (4.55).

Dal salto in lungo maschile arriva lo storico oro dell’Albania grazie a Izmir Smajlaj, che arriva a saltare fino agli 8.08 metri, misura che vale ovviamente il nuovo record nazionale per il piccolo Paese balcanico. Argento per lo svedese Michel Tornéus, anch’egli a 8.08, ma con una seconda misura peggiore del primo classificato. Bronzo per l’ucraino Serhiy Nykyforov, capace di raggiungere gli 8.18 metri in qualificazione (sarebbero valsi l’oro), ma fermatosi in finale a 8.07. Filippo Randazzo, non ce l'ha fatta, unico dei tre azzurri in grado di approdare in finale nella gara da noi più attesa, il ventenne si piazza al settimo posto saltando uno scialbo 7.77 metri. Salto triplo femminile: oro Germania con Kristin Gierisch (14.37), argento Patricia Mamona (14.32), bronzo Paraskevi Papahristou (14.24).

Buone cose dall’ Italia con Silvano Chesani, primo nelle qualificazioni del salto in alto con tutte le misure riuscite al primo tentativo. Eliminato Christian Falocchi, che commette tre nulli a 2.25. Out Laura Strati nel salto in lungo: con 6.49 è la prima delle escluse (nona posizione) in una gara dominata dalla serba Ivana Spanovic, l’idolo di casa, che coglie il record mondiale stagionale a 7.03.

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