Ad

lunedì 22 giugno 2026

Dodici anni per un bronzo olimpico: la burocrazia sportiva vince l'oro alla lentezza

 


L’hanno chiamata la ragazza con il fiore tra i capelli. Oggi, dodici anni dopo quella finale degli 800 metri a Londra 2012, Alysia Montaño può finalmente dire di essere una medagliata olimpica. Non per miracolo, ma perché un altro pezzo del gigantesco scandalo doping russo è crollato.

    Pregnant Olympian competes in 800-meter race | ksdk.com
    Alysia Montano tunes up for Olympics at Berkeley

La svolta: squalificata Yekaterina Guliyev, riscritta la storia della gara

Il TAS ha confermato che Yekaterina Guliyev (all’epoca Yekaterina Poistogova), oggi atleta turca ma allora in gara per la Russia, ha fatto uso di steroidi vietati. Risultato: cancellati tutti i suoi risultati dal 17 luglio 2012 al 20 ottobre 2014.

La decisione, arrivata dopo anni di indagini sul doping sistemico russo, ha ribaltato la classifica:

  • Argento → Pamela Jelimo (Kenya)

  • Bronzo → Alysia Montaño (USA)

  • Guliyev fuori, come già successo alla vincitrice originale, Mariya Savinova, squalificata anni fa.

Montaño: da quinta a bronzo, dodici anni dopo

Montaño nel 2012 era arrivata quinta, ma correva pulita. Oggi, dopo due riassegnazioni (Mondiali 2011 e 2013), ottiene anche quella olimpica.

Il CIO permette agli atleti di scegliere dove ricevere la medaglia. Montaño ha già deciso: la ritirerà ai Giochi di Los Angeles 2028, davanti alla sua gente.

La sua rabbia (e dignità) in un post diventato virale

Nel 2024, quando la squalifica di Guliyev è stata annunciata, Montaño aveva scritto:

“2012 – 12 anni fa. Tre momenti da podio che avrebbero dovuto accadere in tempo reale. Non potevo lasciare che i dopati vincessero. Ho corso con integrità. Ho rappresentato la mia comunità con onore.”

Parole che oggi pesano ancora di più.

Nessun commento:

Posta un commento

http://api.clevernt.com/07b73577-857d-11eb-a592-cabfa2a5a2de/