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lunedì 2 marzo 2026

ATLANTA HALF MARATHON CHAOS: LEAD CAR TAKES WRONG TURN, TOP RUNNERS SABOTAGED AS OUTSIDER SNATCHES WIN

 




L’USATF ha precisato che la selezione ufficiale della squadra per i Mondiali 2026 avverrà solo a maggio e che l’intera vicenda di Atlanta sarà analizzata a fondo. L’obiettivo dichiarato è tutelare gli interessi di tutte le atlete coinvolte, anche se la sensazione è che la ferita resterà aperta a lungo.

The women’s half marathon in Atlanta, serving as a U.S. selection race, exploded into controversy after the lead vehicle mistakenly directed the front trio of athletes off the official course.

Jess McClain, who was comfortably ahead of Ednah Kurgat and Emma Hurley, suddenly found herself running in the wrong direction after following the misdirected lead car. What looked like a decisive victory evaporated in an instant.

Meanwhile, Molly Born — trailing by more than a minute — stayed on the correct route and crossed the finish line first, securing her qualification for September’s World Road Running Championships.

Carrie Ellwood and Annie Rodenfels finished second and third, while the three athletes affected by the mistake plummeted down the standings: McClain ninth, Hurley twelfth, Kurgat thirteenth.

The initial protest filed by the three athletes was rejected, but an appeal later led the jury to acknowledge that the course signage at the deviation point was inadequate. However, USATF regulations provide no mechanism to alter the official finishing order in such situations.

USATF stated that the official team for the 2026 World Road Running Championships will not be selected until May and that the Atlanta incident will be thoroughly reviewed. The organization emphasized that the final decision will aim to protect the interests of all athletes involved, though the sense of injustice is likely to linger.

domenica 1 marzo 2026

Caos USATF: medaglie sbagliate e zero diretta. Harrison Williams esplode: «Così ci mancate di rispetto!

 

Il decatleta statunitense Harrison Williams ha puntato il dito contro la sua Federazione dopo un weekend che definire surreale è poco. I Campionati americani di prove multiple, disputati a Indianapolis, si sono infatti svolti senza una diretta streaming e con un dettaglio ancora più imbarazzante: le medaglie consegnate agli atleti appartenevano a un’altra gara, gli Indoor Championships di New York.

Williams, olimpico a Parigi, ha pubblicato su X la foto di una di queste medaglie “riciclate”, denunciando apertamente la situazione:

sabato 28 febbraio 2026

Morto velocista presumibilmente assassinato dalla fidanzata

 

La vicenda che ha portato alla morte di Kevaughn Goldson, atleta giamaicano di 23 anni della Lincoln University of Missouri, si è consumata nelle prime ore del mattino in un’abitazione vicino al campus di Jefferson City. Quando la polizia è arrivata sul posto, ha trovato il giovane con diverse ferite da arma da taglio al petto e alla schiena. È stato immediatamente trasportato in elicottero all’ospedale universitario, ma nonostante i tentativi dei medici è deceduto poco dopo.

Secondo le prime ricostruzioni, la fidanzata Denita Atiyah Jackson, 27 anni, anche lei atleta della stessa università, sarebbe rientrata a casa prima del previsto perché non si sentiva bene. Una volta entrata, avrebbe trovato Goldson nella stanza della coinquilina, interpretando la situazione come un possibile tradimento. Da lì sarebbe nata una lite violenta. Jackson ha raccontato agli agenti che il compagno l’avrebbe colpita con calci allo stomaco e poi avrebbe tentato di strangolarla. In quel momento, sempre secondo la sua versione, sarebbe riuscita a prendere un coltello nascosto sotto il letto e a colpirlo più volte.

Sotomayor ancora protagonista nel salto in alto

 

Salamanca non ha mai dimenticato quel giorno del 1993 in cui Javier Sotomayor, il cubano volante, si arrampicò fino a 2,45 metri, un’altezza che da 33 anni nessun essere umano è riuscito nemmeno a sfiorare. Un gesto atletico talmente estremo che, da allora, nessuno ha più saltato una porta da calcio contando solo sulla forza del proprio corpo.

A Valencia, però, un ragazzo ha riaperto il cassetto dei ricordi: Jaxier Lazador Sotomayor Gómez, 18 anni, figlio del “Principe degli Alti”. Nato il 19 dicembre 2007, già campione spagnolo U16 (1,91) e U18 (1,99), ha debuttato tra i grandi con una crescita che ha dell’incredibile: da 1,80 a 13 anni al suo attuale 2,08, un progresso che in Europa pochi possono vantare.

Nel Velodromo Luis Puig ha chiuso 4° con 2,04, dopo aver superato al primo tentativo 1,94 – 1,99 – 2,04. Ha poi zoppicato per un fastidio alla gamba destra dopo il primo errore a 2,09, ma la sostanza non cambia: il ragazzo c’è, eccome.

venerdì 27 febbraio 2026

Il record di Hodgkinson riaccende la discussione sui Pacemaker maschili nelle gare femminili

 

Il nuovo record mondiale degli 800 metri indoor ha riaperto un tema che divide atleti, tecnici e appassionati. Keely Hodgkinson, protagonista del sensazionale 1:54.87 ottenuto a Liévin il 19 febbraio, dopo aver cancellato il primato di Jolanda Čeplak che resisteva dal 2002, ha scelto di trasformare la sua impresa in una domanda pubblica: «Gli uomini dovrebbero fare da pacemaker nelle gare femminili?».

La questione non è banale. In pista, le competizioni restano rigidamente separate per genere, mentre nelle gare su strada la presenza di pacemaker maschili è ammessa e incide in modo evidente sulle prestazioni. Non a caso, nei record mondiali di maratona femminile convivono due tempi ufficiali: il 2:09:56 di Ruth Chepngetich ottenuto in gara mista e il 2:15:50 di Tigst Assefa, stabilito in una prova esclusivamente femminile a Berlino nel 2023.

giovedì 26 febbraio 2026

A 61 anni vola più dei quarantenni e riscrive il record mondiale M60 alla Maratona di Siviglia




Mohammed El Yamani ha scelto la Maratona di Siviglia per tornare alle competizioni dopo tre anni di assenza. Ne è uscito con un capolavoro sportivo: 2:28:28, nuovo record mondiale della categoria M60-64, cancellando il precedente 2:30:02 dell’irlandese Tommy Hughes, olimpionico e leggenda della corsa master.

Il francese, 61 anni, non solo ha migliorato il primato di oltre un minuto e mezzo, ma ha anche dato una dimostrazione di longevità atletica impressionante, chiudendo 145° assoluto in una gara che ogni anno attira migliaia di atleti di livello internazionale. Un risultato che, per contesto e qualità, vale molto più del semplice dato cronometrico.

La sua prestazione si inserisce nel solco di una generazione di master che sta ridefinendo i limiti dell’età, ma il tempo di El Yamani ha qualcosa di più: è il frutto di un ritorno, di una ripartenza dopo anni lontano dalle competizioni, e di una capacità di mantenere standard da élite in un’età in cui la maggior parte degli atleti ha già appeso le scarpe al chiodo.

martedì 24 febbraio 2026

Partenza da Incubo alla 10K: Atleti Travolti e Polemiche Furiose sui Social


 La Castellón 10K di domenica 22 febbraio si è trasformata in un caos totale dopo pochi metri dal via. Una caduta spettacolare — e per molti evitabile — ha coinvolto diversi corridori, scatenando un’ondata di critiche e un acceso dibattito online.

Fin dallo sparo iniziale, la prima fila si è lanciata in una corsa frenetica per guadagnare posizione, spingendo e sgomitando sull’asfalto. Nel pieno dell’accelerazione, una runner è finita a terra e, circondata da atleti che sopraggiungevano a tutta velocità, è rimasta bloccata per diversi secondi, sfiorata più volte da chi non riusciva a frenare.

La caduta ha innescato un effetto domino: altri partecipanti, partiti più indietro, sono scivolati uno dopo l’altro, creando una scena surreale di corpi che tentavano di rialzarsi mentre il gruppo continuava a sfrecciare senza rallentare. Le immagini, diventate virali sui social, hanno acceso la polemica: molti utenti accusano i corridori di non essersi fermati ad aiutare, altri difendono la difficoltà di reagire in una partenza così affollata e veloce.

lunedì 23 febbraio 2026

Atleta squalificato per aver festeggiato eccessivamente al traguardo dopo un record - VIDEO -

 

Il gran finale del World Athletics Indoor Tour Gold a Torun, in Polonia, si è trasformato in una serata impossibile da dimenticare: tra record riscritti e colpi di scena clamorosi, l’atmosfera è stata elettrica dall’inizio alla fine.

La giornata si è aperta con prestazioni da urlo. Zaynab Dosso, regina europea dei 60 metri indoor, ha abbattuto il suo stesso primato italiano fermando il cronometro a 6.99. Un tempo che vale il record del meeting e il primato mondiale eguagliato. Anche Devynne Charlton ed Eliott Crestan hanno chiuso la stagione in grande stile.

Ma il momento più discusso è arrivato nei 1500 metri, dove Tshepiso Masalela ha vissuto un incredibile ribaltamento di fortuna. Il mezzofondista del Botswana aveva tagliato il traguardo per primo in 3:32.56, nuovo record nazionale e crono che lo avrebbe proiettato al 14° posto nella storia indoor. Sembrava la consacrazione definitiva.

Poi, il colpo di scena.

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