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La seconda giornata dell'Ultimate Championship di Budapest (in diretta tv) regala emozioni a non finire, tra spunti azzurri di altissimo livello e prestazioni mondiali da urlo.
I Risultati degli Italiani
800m Maschili (Batterie): Prova di immenso carattere per Francesco Pernici (Fiamme Gialle), che conquista l'accesso alla finalissima grazie al secondo posto nella sua batteria in 1:43.80 (secondo tempo personale di sempre, a 0.20 dal suo primato nazionale). Il bresciano imposta una condotta di gara impeccabile: prima parte gestita dalla corsia 1 (52.38 al passaggio), poi progressione per rispondere sul rettilineo d'arrivo all'attacco dell'irlandese Mark English (primo in 1:43.74). Pernici si lascia alle spalle il canadese Marco Arop (terzo in 1:44.21), l'algerino Djamel Sedjati (quarto in 1:44.23) e il britannico Max Burgin (settimo e fuori con 1:44.56). L'appuntamento con la finale è per domani alle 19:41.
800m Femminili (Finale): Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre) chiude al sesto posto con un solido 1:58.59, mantenendosi sui ritmi espressi di recente.
100m Maschili (Batterie): Rientro amaro per Marcell Jacobs (Fiamme Oro). Al ritorno in pista dopo lo stiramento all'adduttore sinistro, il campione azzurro si piazza settimo nella sua batteria con 10.20 (-0.7 wind), palesando un calo nella seconda parte di gara e mancando la qualificazione alla finale (il pass era fissato al 10.05 del quarto classificato).
Prestazione da incorniciare per l'atletica italiana, trascinata da tre straordinarie affermazioni al femminile e da una conferma al maschile:
Vittoria Fontana (200m): Domina la scena con un eccellente 22.93 (+1.5 m/s di vento), scendendo per la terza volta in carriera sotto il muro dei 23 secondi. A soli 14 centesimi dal suo record personale di Bochum, l'azzurra precede la greca Spanoudaki (23.07) e la turca Kologlu (23.12). Sesta Elena Cambiolo (23.52).
Sara Fantini (Lancio del Martello): L'argento europeo fa la voce grossa con una spallata da 73,03 metri, staccando nettamente l'iberica Redondo Mora (67,82) e l'algerina Tatar (66,88). Rachele Mori chiude ottava a 61,23.
Ayomide Folorunso & Alice Muraro (400hs): Splendida doppietta sul podio con il successo di Folorunso in 54.22, davanti alla transalpina Maraval (54.68), e il bronzo conquistato da Muraro (54.95).
Filippo Dezza (200m): Complice il forfait precauzionale di Filippo Tortu per un affaticamento al bicipite femorale, la rivelazione della velocità azzurra strappa un grande argento. Sotto un diluvio e spinto da un vento di +4.3 m/s, Dezza ferma il cronometro a 20.22 (tempo non omologabile come PB), piazzandosi tra il vincitore marocchino Hssine (19.94) e il francese Schaub (20.52).
Nelle altre gare di giornata, si registrano il settimo posto di Alessandro Sibilio nei 400hs maschili (51.54) e la settima piazza di Ala Zoghlami nei 3000 siepi (8:55.80), gara che ha visto la defezione del fratello Osama per un problema muscolare.
Il PalaCampitelli di Grottaglie si trasforma nel teatro dei successi per la ginnastica artistica italiana. Nella prima tornata delle finali di specialità dei Giochi del Mediterraneo 2026, gli atleti azzurri hanno conquistato un ricco bottino composto da 1 oro, 3 argenti e 2 bronzi.
A prendersi la scena principale è stata la diciassettenne Benedetta Gava, fantastica regina nel volteggio. Con una prova di grande sostanza e precisione, la ginnasta triestina ha chiuso con la media vincente di 13.675 punti (spiccando con un primo salto da 14.000), lasciandosi alle spalle la greca Athanasia Mesiri (13.500) e l'esperta slovena Teja Belak (13.400).
Spazio poi allo spettacolo di livello mondiale alle parallele asimmetriche, dove l'algerina Kaylia Nemour — campionessa olimpica in carica a Parigi 2024 — ha sfoggiato una routine dal coefficiente di difficoltà stellare (7.1 D Score), dominando la gara con un punteggio di 15.500. L'Italia ha comunque brillato occupando il resto del podio: argento per Sofia Tonelli (14.100) e bronzo per Artemisia Iorfino (13.800).
Nel settore maschile, le pedaliere del corpo libero hanno regalato momenti di alta suspense: Ivan Brunello e Niccolò Vannucchi hanno accarezzato il sogno della doppietta con il punteggio identico di 13.600, chiudendo rispettivamente al secondo e terzo posto dopo il sorpasso finale firmato dal greco Antonios Tantalidis (13.700). Vannucchi è poi tornato nuovamente sul podio agli anelli, mettendosi al collo un ottimo argento (13.850) dietro al turco Mehmet Ayberk Kosak (14.250). Senza italiani in gara, infine, la finale del cavallo con maniglie ha visto la vittoria dello spagnolo Ignacio Yockers.
La gara maschile si è conclusa al cardiopalma. Gobena ha tagliato il traguardo in 2:04:42 , appena tre secondi prima del suo connazionale Chimdessa Debele, arrivato secondo con 2:04:45. Il podio è stato completato dal lesothiano Tebello Ramakongoana, che ha fermato il cronometro a 2:04:57.
Ma la storia di Gobena va ben oltre la sua vittoria a Sydney. L'etiope, che ha appena 21 anni , era un lanciatore di giavellotto fino al 2023. In pochi anni è passato da una disciplina all'altra e ha già conquistato due vittorie in importanti maratone.
La sua prima vittoria è arrivata a Dubai nel 2014, e ora ha fatto un ulteriore passo avanti a Sydney. Inoltre, il suo tempo di 2:04:42 stabilisce un nuovo record nella maratona , migliorando significativamente il precedente record di 2:06:06 detenuto dal suo connazionale Hailemaryam Kiros.
Nella categoria femminile, Peres Jepchirchir ha dominato la gara dall'inizio alla fine. La campionessa olimpica e mondiale ha vinto con il tempo di 2:18:31 , quasi quattro minuti di vantaggio su Irene Chepet Cheptei, arrivata seconda con 2:22:11.
L'etiope Shure Demise ha completato il podio con un tempo di 2h22:34.
Per Jepchirchir, questa vittoria rappresenta anche il suo quarto successo in una World Marathon Major . L'atleta keniana aveva già trionfato a New York nel 2021, a Boston nel 2022 e a Londra nel 2024.
A 32 anni, la campionessa olimpica di Tokyo continua ad ampliare il suo palmarès sui grandi palcoscenici della maratona mondiale.
Sydney è entrata a far parte del circuito World Marathon Majors nel 2025, affiancandosi a Londra, Tokyo, Boston, Berlino, Chicago, New York e Città del Capo come uno dei principali eventi internazionali per questa distanza.
Nadia Battocletti (5000 metri): Ritorno di spessore nel circuito per la regina del mezzofondo delle Fiamme Azzurre, a due mesi e mezzo dal Golden Gala. La due volte oro europeo della distanza (e trionfatrice nei 10.000) trova sul suo cammino la numero uno del ranking Likina Amebaw e una folta corazzata etiope (tra cui Eisa, Hailu e Meshesha), oltre alle medagliate continentali Maureen Koster e Marta Garcia.
Dariya Derkach (Salto triplo): Forte dell'oro europeo e del personale a 14,60 metri, la portacolori dell'Aeronautica punta dritta ai punti pesanti in ottica finali di Bruxelles. Ad attenderla una concorrenza da finale mondiale con la campionessa iridata Leyanis Perez, l'oro olimpico Thea LaFond e la fuoriclasse Ivana Spanovic.
Leonardo Fabbri & Sara Fantini (Lanci stellari):
Peso (fuori classifica): Il bicampione europeo Leonardo Fabbri (Aeronautica) sfida i giganti mondiali in pedana (con Crouser out per fine stagione), tra cui Joe Kovacs, Tom Walsh e Rajindra Campbell.
Martello: Prima uscita post-argento europeo per la primatista azzurra Sara Fantini (Carabinieri), opposta a mostri sacri come l'oro olimpico e mondiale Camryn Rogers e DeAnna Price. Spettacolo assicurato anche nella gara maschile con Ethan Katzberg e Bence Halasz.
Sprint & Ostacoli: Fuochi d'artificio nei 100 metri con Julien Alfred, Sha’Carri Richardson e le sorelle Clayton; nei 400 metri supersfida tra Rai Benjamin e Collen Kebinatshipi. Sulle barriere dei 400 ostacoli i dominatori Karsten Warholm e Alison dos Santos.
Salti & Mezzofondo: Nel salto in alto femminile riflettori puntati sul duello titanico Yaroslava Mahuchikh contro Nicola Olyslagers. Nel mezzofondo, il grande rientro di Jakob Ingebrigtsen nei 1500 metri e l'imperatore delle siepi Soufiane El Bakkali.
Il Memorial Kamila Skolimowska va in onda oggi in diretta TV dalle 16:00 alle 18:00 su RaiSport e Sky Sport Max.
C'era da scommetterci: quando si parla di record impressionanti e progressioni fulminee nello sport keniota, la linea di confine tra il talento purissimo e i miracoli della provetta diventa sempre più sottile. L'ultimo a cascarci è il giovane fenomeno della marcia Stephen Ndangiri, stoppato ufficialmente lo scorso 5 agosto dopo essere stato trovato positivo all'inevitabile EPO.
Fino a ieri l'orgoglio di una nazione che sembrava voler primeggiare ovunque, oggi l'ennesimo nome a sfilare nel bollettino antidoping. Eppure la bacheca del ventenne parlava chiaro:
Argento e record nei 10 km ai Giochi del Commonwealth di Glasgow chiusi a un alienante 38:46.57.
Primato nazionale nei 35 km fermato sul 2h49m27s.
Sigillo personale nei 20 km a maggio in Ghana con 1h20m01s.
Insomma, un talento talmente precoce da bruciare le tappe... e purtroppo anche i controlli antidoping.
L'atleta Jonah Koech ha accettato una squalifica di tre anni ed è stato privato del titolo statunitense dei 1500 metri del 2025 dopo che il suo passaporto biologico ha mostrato "valori ematici altamente atipici" che sono stati identificati come causati dal doping ematico, secondo l'Agenzia antidoping statunitense .
Il passaporto biologico di un atleta tiene traccia dei suoi valori ematici nel tempo per monitorare eventuali segni di doping, anche se non risulta mai positivo a un test antidoping.
Il caso di Koech è scaturito da campioni prelevati il 30 luglio 2025 e l'8 agosto 2025, rispettivamente prima e dopo la sua vittoria ai campionati statunitensi dei 1500 metri, il 2 agosto 2025.
Secondo l'USADA, quei campioni "hanno mostrato valori compatibili con il doping ematico, come confermato dalla valutazione unanime degli esperti sul profilo ematico di Koech".
Sono stati prelevati ulteriori campioni di sangue per raccogliere dati aggiuntivi da inserire nel passaporto biologico di Koech. Un gruppo di esperti in materia di passaporti biologici ha segnalato il riscontro negativo all'USADA lo scorso febbraio.