Il gran finale del World Athletics Indoor Tour Gold a Torun, in Polonia, si è trasformato in una serata impossibile da dimenticare: tra record riscritti e colpi di scena clamorosi, l’atmosfera è stata elettrica dall’inizio alla fine.
La giornata si è aperta con prestazioni da urlo. Zaynab Dosso, regina europea dei 60 metri indoor, ha abbattuto il suo stesso primato italiano fermando il cronometro a 6.99. Un tempo che vale il record del meeting e il primato mondiale eguagliato. Anche Devynne Charlton ed Eliott Crestan hanno chiuso la stagione in grande stile.
Ma il momento più discusso è arrivato nei 1500 metri, dove Tshepiso Masalela ha vissuto un incredibile ribaltamento di fortuna. Il mezzofondista del Botswana aveva tagliato il traguardo per primo in 3:32.56, nuovo record nazionale e crono che lo avrebbe proiettato al 14° posto nella storia indoor. Sembrava la consacrazione definitiva.
Poi, il colpo di scena.
Pochi metri prima del traguardo, Masalela ha compiuto un gesto ritenuto antisportivo nei confronti del francese Azeddine Habz. Il video, diffuso sui social dal giornalista Óscar Fdez, ha scatenato un’ondata di critiche. I giudici hanno applicato la regola TR 7.1 e decretato la squalifica per comportamento scorretto. Il ricorso presentato dall’atleta, secondo ISPORT, è stato respinto.
La World Athletics, che inizialmente aveva celebrato la vittoria sul proprio sito, ha rimosso il video dopo le reazioni negative.
Con la squalifica di Masalela, la vittoria è passata nelle mani di Azeddine Habz, che aveva chiuso a un solo centesimo di distacco con un eccellente 3:32.56, terzo miglior tempo mondiale dell’anno. Sul podio anche Samuel Chapple (3:32.68) e Samuel Pihlström (3:33.47), entrambi autori dei rispettivi record nazionali.
Una serata che doveva essere una festa per l’atletica si è trasformata in un caso internazionale, destinato a far discutere ancora a lungo. QUI IL VIDEO

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