Il nuovo fenomeno dello sprint australiano, Gout Gout, non ha alcuna intenzione di lasciare spazio ai sospetti. Dopo aver riscritto la storia dei 200 metri con un clamoroso 19.67 – primo australiano di sempre sotto i 20 secondi – il diciottenne ha risposto con freddezza e ironia a chi ha provato a sminuire l’impresa.
Il suo tempo, ottenuto con vento +1.7 m/s, perfettamente legale, ha fatto impallidire persino i crono di Usain Bolt alla stessa età. Ma questo non ha impedito ad alcuni detrattori di insinuare dubbi, tra cui l’americano Erin Brown, convinto (erroneamente) che la gara fosse stata spinta da vento irregolare.
Peccato che i dati ufficiali dicano l’esatto contrario: ai Campionati Nazionali di Sydney la misurazione del vento era regolare, e la prestazione di Gout è stata omologata senza esitazioni.
A Brisbane, dopo un solido 10.19 nelle batterie dei 100 metri agli Australian Junior Championships, Gout ha replicato con la calma di chi sa di avere le gambe – e i numeri – dalla sua parte.
“Gli haters ci saranno sempre. Se parlano, significa che stai facendo qualcosa di giusto”, ha detto ai giornalisti. “Era una gara veloce, forse troppo per qualcuno.”
Nessuna polemica, nessun nervosismo: solo una promessa.
“Mi spinge a correre ancora più forte.”
Il messaggio è chiaro: Gout non corre per convincere gli altri, ma per lasciare indietro tutti. E, a giudicare da come sta bruciando le piste, ci sta riuscendo alla grande.

