Mohammed El Yamani ha scelto la Maratona di Siviglia per tornare alle competizioni dopo tre anni di assenza. Ne è uscito con un capolavoro sportivo: 2:28:28, nuovo record mondiale della categoria M60-64, cancellando il precedente 2:30:02 dell’irlandese Tommy Hughes, olimpionico e leggenda della corsa master.
Il francese, 61 anni, non solo ha migliorato il primato di oltre un minuto e mezzo, ma ha anche dato una dimostrazione di longevità atletica impressionante, chiudendo 145° assoluto in una gara che ogni anno attira migliaia di atleti di livello internazionale. Un risultato che, per contesto e qualità, vale molto più del semplice dato cronometrico.
La sua prestazione si inserisce nel solco di una generazione di master che sta ridefinendo i limiti dell’età, ma il tempo di El Yamani ha qualcosa di più: è il frutto di un ritorno, di una ripartenza dopo anni lontano dalle competizioni, e di una capacità di mantenere standard da élite in un’età in cui la maggior parte degli atleti ha già appeso le scarpe al chiodo.
Il record di Siviglia non è solo un numero: è un messaggio. A 61 anni, El Yamani corre ancora come un professionista, con una fluidità e una tenuta che molti quarantenni possono solo invidiare. E soprattutto dimostra che la maratona, più di ogni altra disciplina, premia la resilienza, la disciplina e la capacità di reinventarsi.

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